Ultima modifica: 24 gennaio 2020

La Luce nel Cuore

Durante la Shoah molti artisti si sono espressi con opere di grande valore umano e simbolico per i messaggi che hanno trasmesso, pur vittime delle persecuzioni razziali durante gli anni terribili tra il 1933 fino al 1945.

Spesso la creatività artistica di queste vittime innocenti nei ghetti, nei campi di concentramento o di prigionia, fu l’unica ancora di salvezza o di speranza; un modo per esprimere la sofferenza, il dolore ma allo stesso tempo il desiderio di concepire il “bello” in un contesto orribile. Al termine della guerra l’espressione artistica dei superstiti divenne uno strumento di denuncia dell’oppressione e di memoria per le generazione successive.

Nel video prodotto dagli studenti viene messo in evidenza il contrasto tra il buio che rappresenta la prigionia, la sofferenza e la solitudine di una giovane prigioniera e la luce che penetra attraverso le sbarre e rappresenta una speranza ed una via di uscita da quel tunnel di orrori.

Ella, pur nella sua misera condizione tra le mura fredde, la sofferenza fisica e le privazioni, trova conforto e la forza nel creare; disegnare le dà l’opportunità di sentirsi libera pur dentro le mura di una prigione. Disegnando ella può lasciare traccia di sé alle generazioni future a testimonianza del suo dolore e patimento, ma anche del suo forte attaccamento alla vita e alla speranza di uscire dal quell’incubo.
 La giovane ragazza sta disegnando quando una forte luce penetra tra le sbarre; la luce simbolo di speranza, di libertà e anche di volontà di superare il dolore.

La ragazza, attratta dalla luce, s’avvicina alle sbarre e libera una farfalla che diversamente da lei, riesce ad uscire dalle sbarre per raggiungere la “libertà”. Mentre scorrono le immagini si sente, in sottofondo, la recitazione della poesia di Wislawa Szymborska   “ Il Cielo”.

E infatti il cielo, dalle sbarre, è l’unica “finestra senza davanzale” che la ragazza vede; ”il cielo” che lei ha dentro di se la solleva e forse l’allontana da quel mondo orribile, almeno per un po’.

Il lavoro è stato svolto con la collaborazione della docente di Lettere e Storia, prof.ssa Rosa D’Amico che ha svolto le lezioni in aula multimediale insieme alla docente di lingua Inglese Nancy Bonforte consentendo agli studenti di fare ricerche sull’arte durante il periodo della Shoah e di soffermarsi su alcuni artisti di quel periodo.

La docente di Lettere ha illustrato ed analizzato alcune poesie della poetessa Wislawa Syzmborska dando agli studenti l’opportunità e l’autonomia di scegliere quella che loro ritenevano più indicata a convogliare il messaggio di dolore, di speranza, ed infine di libertà che intendevano rappresentare nel video da essi elaborato. Si sono avvalsi dei consigli dell’esperta di video-making e arti visive, Dott.ssa Rosy Commisso, che ha illustrato loro le tecniche di ripresa e montaggio di un video, le modalità di elaborazione di una Storyboard. Ci sono stati numerosi incontri stimolanti e collaborativi con l’esperta ed il gruppo classe ha dimostrato un grande coinvolgimento per quanto riguarda le informazioni tecniche di riprese e montaggio e la realizzazione del video stesso. Le riprese effettuate presso la fortificazione umbertina denominata “Forte Batteria Siacci” ha consentito loro di uscire sul campo per conoscere il patrimonio storico ed artistico del territorio. Di questa esperienza è stato realizzato un book fotografico. Preceduto da un lavoro di analisi del testo poetico e di ricerca storica, la classe ha scelto la poesia “Il cielo” di W: Szymborska ed un’allieva è stata successivamente preparata per recitarla durante il video.

Ma ciò che ha reso questo lavoro davvero stimolante e altamente educativo, è stata la grande sensibilità dimostrata dagli studenti verso la tematica dell’Arte come messaggio universale di coraggio, forza e di libertà.  L’arte che “disegna e scolpisce” nella memoria, l’arte che costituisce una “via di fuga” dalla realtà spesso insopportabile, orribile. Recitazione della poesia “Il cielo” 

Prof.ssa Nancy  Bonforte  (Referente)